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Sex and the City: Forever Yours, Forever Mine, Forever Ours.

29 maggio 2010

Oggi esce nelle sale italiane Sex and the city 2, il secondo lungometraggio ispirato alla fortunatissima serie tv della HBO. L’accoglienza da parte di critica e stampa è stata piuttosto tiepida, quando non decisamente avversa. Si parla di un prodotto ormai totalmente slegato dalla serie originale, probabilmente incongruente rispetto alla promessa comunicativa delle prime stagioni della fiction, oramai fin troppo sdraiato nei confronti delle esigenze del marketing, al punto da diventare niente più che un contenitore di product placement.
Come lo stesso articolo di Repubblica linkato al lato sottolinea, SATC è ormai un marchio, un brand riconosciuto e amato, a diritto riconducibile alle logiche del love mark, il cui seguito è garantito, presso i fedeli e gli estimatori (o dovremmo dire le fedeli ed estimatrici) , dal rapporto di fidelizzazione e di engagement costruito in anni di fruizione seriale, che spingerà a questa ennesima esperienza di fruizione, in ricordo dei vecchi tempi. Un po’ come quando si organizzano cene con vecchi amici e compagni di scuola e si assiste con qualche delusione ai segni lasciati dal tempo, ma ugualmente ci si riesce a commuovere e ancora una volta a provare emozioni.
Presso i pubblici più generalisti, l’esca è garantita allo stesso tempo dallo sfrenato ricorso al glamour, allo scintillio, alle dinamiche dello star system, quanto dal voler esserci, dal potersi definire fan di un prodotto ormai per tutti e di tuttti. Potremmo dire che la filosofia SATC della prima stagione tv, decisamente di nicchia per quei tempi, capace di una satira graffiante e portatrice di una lettura almeno apparentemente sovversiva sul ruolo delle donne nella società contemporanea, abbia ceduto il passo definitivamente alle logiche della ideologia dominante, vestita di abiti firmati e sullo sfondo di scenari lussuosi e inarrivabili, che se ne è appropriata e ne ha tratto un prodotto popolare, nell’accezione di John Fiske (Understanding popular culture, 1989), cioè che piace ai più.
Gli stessi meccanismi di engagement, le pratiche dei fan, dal reperimento di informazioni, allo sharing di materiali, alla partecipazione all’evento vengono anticipate dal prodotto stesso, già costruito per esaudire e prescrivere comportamenti di fruizione e di fidelizazione.

Dall’armadio di Carrie, che ci consente di sbirciare nel suo guardaroba e di avere – già pronte per l’uso – le informazioni su marchi, luoghi di vendita, abbinamenti relativi ai look delle fabulous four, al trailer interattivo, che anticipa le curiosità dei fan su colonna sonora, abbigliamento e gadget del film, tutto è preconfezionato e precotto.

È questo lo scenario che dobbiamo aspettarci per il futuro dell’intrattenimento?

Da anni vado dicendo sulla scorta di Jenkins che “dobbiamo imparare dai fan”, che i produttori devono imparare dai fan, dalle loro pratiche, dalle dinamiche di coinvolgimento, dalla appropriazione dei contenuti e dei personaggi; che non devono averne paura, ma trarre ispirazione per favorire la costruzione di un patto comunicativo intenso con il fruitore . Il caso di SATC2 potrebbe essere un idealtipo in tal senso?

Di certo il passaggio di SATC dallo schermo tv a quello cinematografico e il conseguente sfruttamento delle logiche di partecipazione delle audience ha traghettato il prodotto dalla nicchia dei fan alle audience diffuse. Recuperando il pensiero di Hebdige sulle subculture, usando il vocabolario (visuale e verbale) delle subculturei  diventa sempre più familiare, il recupero di queste  all’interno dell’immaginario collettivo e nelle rappresentazioni socialmente condivise, ripara l’ordine rotto con il loro avvento. I media, infatti, non solo registrano la resistenza, ma la collocano all’interno dei frame interpretativi dominanti, riportando simultaneamente le culture di nicchia all’interno del senso comune. Il processo di recupero avviene attraverso  la conversione dei segni delle subculture in merci prodotte per la massa e l’etichettamento e la ridefinizione (accetazione) di comportamenti devianti da parte di gruppi dominanti. (Hebdige, Sottocultura. Il fascino di uno stile innaturale, Costa & Nolan 2008)

Come dire che, se fino a 5 anni fa essere fan di SATC aveva un significato, che si rifletteva anche nella performance identitaria di chi professava fedeltà e coinvolgimento nei confronti della serie, oggi tutto questo assume un sapore diverso. E accanto alle vecchie fan capaci di citare a memoria brani del serial, troviamo persone che ne hanno conoscenza approssimativa, ma sono ugualmente interessate a partecipare all’evento.

D’altra parte, emerge chiaramente che simili esperienze rendono conto della capacità di rendere partecipative anche audience non tradizionalmente avvezze a farlo. C’è ovviamente differenza tra la fan che lavora in rete per  scambiare  informazioni sugli abiti di Carrie, dalla spettatrice che trova nell’armadio virtuale già pronte le soluzioni alle sue domande e che, tuttavia, entra attraverso questa forma diluita di partecipazione nelle logiche della cultura convergente.

Ed è una differenza che continuerà ad esistere: un meccanismo di mediazione e rimediazione dei contenuti all’interno delle audience che porterà i fan ad essere audience e le audience fan, ogni volta che un prodotto sarà in grado di attirarne l’attenzione e stimolarne una lealtà al di la della ragione.

Ma come ci si sta preparando all’evento? Nella cronaca di Melania Romanelli i ricordi della prima di SATC – il film e nelle parole di Jessica Bombagi il racconto dell’attesa per SATC 2.



***


E’ da poco uscito nelle sale l’ultimo – e definitivo- capitolo della saga di Sex and the city.
Molto è stato detto del successo della serie tv statunitense targata HBO, molta l’attesa che si è creata intorno al film (che riparte proprio qualche anno dopo dalle puntate conclusive della sesta e ultima stagione) e intorno alle fortunate, cosmopolite e graffianti, protagoniste.

“Le ragazze sono tornate!” recita lo slogan che a caratteri cubitali accompagna le gigantografie cartonate delle 4 splendide “ragazze”. Sono tornate, e noi “splendidi studiosi appassionati” non ce le siamo lasciate scappare.

E così, come la “Big city” New York (e qui ogni riferimento a “Big” John è puramente casuale!) fa da sfondo alle avventure di Carrie & Co., Roma e l’uscita mondiale del film, il 30 Maggio 2008, hanno fatto da sfondo alla nostra ricerca su altri splendidi, spesso bistrattati o, ancora peggio, ignorati eroi. Di chi stiamo parlando? Dei fan, of corse.

Vero “quinto elemento” della serie, i fan, ma soprattutto le fan di Sex and the city, ne costituiscono, facendo un volo extradiegetico, l’anima: cosa sarebbe, infatti Carrie, senza le sue amiche? cosa la sua rubrica senza il confronto e la dialettica interpersonali con il mondo esterno?

E cosa sarebbe la serie- ma soprattutto il film- senza il mondo relazionale che i fan sono capaci di creare intorno e sulla serie stessa?

Sex and the city: il film è, in effetti, un film per fan. Per i fan della serie, in primis. Molte battute, i  particolari e la gran parte dei riferimenti sono comprensibili solo ai fan della prima ora, nonostante un breve riassunto iniziale nei titoli di testa e nonostante lo sforzo di creare una storia archetipica e condivisibile da tutti. Per i fan di Carrie Bradshaw. L’assoluta protagonista del film, a differenza delle puntate della serie nelle quali Miranda, Charlotte e Samantha hanno quantomeno lo spazio di un abito da thè e non di un accessorio. Per i fan della moda. Più fashion di una sfilata: più di 300 cambi d’abito, 163 grandi marche, a partire da Vivienne Westwood (difficile non amare l’eccentrico vestito da sposa di Carrie regalatole direttamente dalla stilista) a Luis Witton, passando per Chanel. Per i fan della commedia romantica. Soddisfatti non solo dall’inevitabile e telefonato happy ending ma soprattutto dai toni del film, molto meno corrosivi e più morali che nella serie tv.

Condivisione, sollievo, chiacchiere e passione sono, dunque, non soltanto alla base del prodotto ma anche dei discorsi e dei rapporti tra i fan che lo seguono assiduamente (come dimostra l’attività dei forum, e l’attesa del film, specie nelle speculazioni degli utenti).

Quale occasione migliore, quindi, per cercare di cogliere questi aspetti se non la visione collettiva del film, specie nel suo primo, fondamentale, giorno romano di programmazione?

Noi 8 appassionati (più “il mandante” Romana), dunque, armati dello spirito, delle tecniche e dei metodi dell’osservazione partecipante ci siamo intrufolati in alcuni cinema di Roma per assistere, fan in mezzo ai fan alla maniera di Jenkins (Daniela spudoratamente con la t-shirt “I love New York”), al monumentale Sex and the City: il film. Ci siamo organizzati, preparati e armati di taccuini e registratori, oltre che di orecchie ben aperte, per ascoltare non solo i commenti durante il film, ma anche quelli all’ingresso e all’uscita nelle sale, e per cercare di comprendere l’atteggiamento e il punto di vista dei fan.

Nei 4 momenti che vi racconteremo, inoltre, (l’Osservazione, la Preparazione e l’attesa, la Visione del Film, e i Commenti all’uscita) saremo accompagnati nientemeno che dalle 4 protagoniste e dalle loro anime guida. Se il film, infatti, è un film per fan, anche il report non può che essere tale.

    L’Osservazione: gli spunti di Carrie.
     

    Nello scrivere considerazioni e analisi lucide davanti allo schermo di un pc tutti almeno una volta ci siamo sentiti come Carrie Bradshaw. Intelligente, riflessiva, brillante, sarà lei che ci accompagnerà nell’osservazione vera e propria degli spettatori, specie dei fan più accaniti come noi. Prima ancora di addentrarci nella visione del film e nei commenti, infatti, il nostro occhio di osservatore sta per mettere da parte paillettes e raso ed arrivare alla sostanza della ricerca.

    Il monitoraggio ha coinvolto le sale romane di Barberini (30 maggio, ore 20 e 15), Adriano (30 maggio ore 17 e 40 e 19 e 20), Warner Village Moderno (30 maggio, ore 22), Uci Cinema Marconi (31 maggio, ore 20), Cineplex Gulliver (8 giugno, ore 16 e 30) prevalentemente nel primo giorno di programmazione e in spettacoli diversi.

    Oltre ai cinema ci siamo divisi gli spettacoli della prima giornata per meglio cogliere tutti i momenti e tutte le differenti tipologie di spettatori, convinti che i fan più entusiasti si fossero recati alla prima. E così è stato.

    Gli spettatori alla prima di Sex and the City: il film erano prevalentemente donne dai 20 ai 40 anni, anche se non sono mancate ragazze più giovani. Prevalentemente in coppia o a gruppi di quattro, le ragazze erano spesso molto attente al look e agli accessori, specie le trentacinquenni. Se le ragazze, infatti, sapevano essere sportive e nei loro discorsi emergeva un legame e un coinvolgimento imitativo con le protagoniste (più grandi di qualche anno), le donne più adulte spesso erano la rappresentazione caricaturale di Carrie & co. Eleganti, raffinate, un po’ snob, molto curate in tutti i particolari e super accessoriate: il parlarsi addosso, i commenti al look delle altre, la scelta di locali nei quali passare la serata poco aveva a che fare con i discorsi sul film, se non per il fatto di esserne la copia esatta! Se qualche single era più Bridget Jones che Carrie (!) non mancava qualche uomo, ovviamente casual, ma solo nelle vesti di amico o accompagnatore (che avrebbe di certo preferito Indiana Jones, altro film importante in programmazione nelle sale quella settimana). Non eccessiva (stranamente, come rileva suo malgrado Marilena), ma sicuramente rilevante, la presenza di gay, anche loro molto curati e particolari nel look e nello stile.

    Insomma una serata quasi esclusivamente girilsh.

    Quello che abbiamo colto, quindi, è che la visione di Sex and the city: il film, ancor più della serie, vista l’unicità e la irripetibilità dell’evento, sia stata una visione collettiva, incentrata sulla empatia tra situazioni sullo schermo ed esperienze personali e la condivisione dei ricordi della serie con le amiche/ gli amici del gruppo. L’atmosfera di festa nei momenti goliardici e di intensa emotività in quelli drammatici restituiva un momento fortemente partecipato e poco individuale. I sobbalzi di Charlotte, le lotte di Carrie, l’ironia di Samantha e le difficoltà di Miranda erano quelle di tutti. Molti commentavano ad alta voce, molti ridevano alle battute, molti applaudivano. Qualche lacrima scendeva dal volto. Come quando si rivede, forse per l’ultima volta, un vecchio amico. All’uscita del film, ognuno alla propria vita, convinti di aver comunque condiviso un’esperienza non da poco, un’esperienza forte.

    Nelle settimane successive abbiamo continuato l’osservazione per aver un ventaglio più ampio di esperienze sulle quali porre l’attenzione e sulle quali focalizzarci.

    A questo punto non ci resta che lasciare la protagonista e andare ad incontrare le altre tre “ragazze”, per capire cosa è veramente rilevante per la nostra osservazione.


    La Preparazione e l’Attesa: la meticolosità di Charlotte.

    Ogni appuntamento ha bisogno di preparazione e conoscenza delle regole. Figuriamoci un “evento” come questo! I fan e gli spettatori che abbiamo osservato nei pressi del cinema, erano molto preparati. Come avrebbe fatto Charlotte, hanno studiato tutto per evitare spiacevoli sorprese: dalla prenotazione del biglietto all’arrivo molto prima dell’inizio per consentire a tutte le persone del gruppo di arrivare e non fare tardi (rischio di perdersi le prime battute…semplicemente inconcepibile!), dall’acquisto di popcorn e bevande per non avere fastidiosi cali di zuccheri alla scelta dell’abito da indossare. Mai venerdì sera al cinema fu più glamour, chick lit e chiacchierato. “Ma che cos’è questo casino? Che film c’è?”, chiede spaesato un uomo di 50 anni. “Ma come, non lo sa?”, risponde una signora…anzi, signorina della stessa età ma moooolto più fashion, “È Sex and the city!”.

    Molti di noi si sono accorti che già da un’ora prima i biglietti per lo spettacolo successivo stavano per terminare. Io e Marcello abbiamo quasi rischiato di non trovarli, salvo poi accorgerci che il numero dei posti disponibili saliva e scendeva in maniera altalenante.

    Qualcuno aveva disdetto? Giammai! Era semplicemente la strategia del cinema che, per evitare resse (e risse, i fan sanno essere agguerriti!), distribuiva a singhiozzo i biglietti così che i malcapitati, nel momento di poca disponibilità, e i pochi che non lo avevano prenotato, tornassero a casa a mani vuote ma senza ingombrare l’ingresso del cinema. Risultato? Pochissima fila al botteghino.

    I gruppi di fan provvisti del biglietto prenotato, però, non erano meno ansiosi. I soliti ritardatari in un altro momento avrebbero rischiato di far perdere a tutti i titoli di testa ma non in questa occasione. Qualche volenteroso del gruppo, infatti, al telefono tuona “Se non arrivi adesso io non ti aspetto ed entro!”. Di certo una visione collettiva, ma pur sempre una visione!

    Ad ingannare l’attesa, d’altra parte, non solo i classici ritardatari dell’ultimo minuto, ma anche delle ragazze che in un paio di cinema hanno distribuito barrette dietetiche (come dire posto, ora e target indovinatissimi!) e campioncini di profumo in quantità industriali (di nuovo uno studio che aveva previsto, a ragione, una forte affluenza).

    Barrette a parte, c’era chi aveva provveduto da solo a procacciarsi i viveri. Mashmelows, popcorn, panini, liquirizie, caramelle zuccherate e bevande alla mano per affrontare l’avventura di ben 2 ore e mezzo…la cui preoccupazione veniva del tutto dimenticata all’arrivo degli ultimi amici.

    È questo, infatti, il momento di commenti e grida di gioia! “Mamma mia come siamo carine!”, “Mio Dio! Proprio le scarpe che volevo io!”, “Quando usciamo ti porto in quel locale che ti ho detto, un posto fichissimo…”. L’attenzione alla mise delle compagne è maniacale: si scruta il look, l’accessorio, i capelli. E anche noi non possiamo non notarlo. Sono tutti vestiti da gran galà, come se fosse sul serio un appuntamento con le Fab4 del piccolo schermo e per non sfigurare ci si fosse messe in tiro. Marilena rimane particolarmente colpita da una ragazza sulla trentina, tacchi neri alti, capelli raccolti e un vestito rosso acceso, che viene accolta con un trionfante “Eccola la Charlotte” da una sua amica chiaramente ispirata allo stile di Carrie.

    Finalmente sale l’eccitazione, una volta ricostituiti i gruppi per la visione è tutto un chiacchierare sul film e sulle protagoniste. “Io voglio essere Samantha. Però Carrie se la taja!”, sentenzia una ragazzina. E se mentre alcuni si soffermano a discutere sulla nuova fiamma lesbo della rossa Miranda -al secolo Cynthia Nixon- un gruppo di amiche gira addirittura un reportage “per immortalare il momento” ed intervistare le amiche sul film che stanno per vedere insieme. Ancora una volta si ha il sentore di un momento da condividere, che quasi mi dispiace di non essere andata con le mie amiche fan scatenate. C’è troppa partecipazione collettiva che non può non trascinare. Anche se qualche uomo che si aggira perplesso o scocciato (accompagnatori masochisti) lo si trova eccome!

    Comunque, le prime  persone iniziano ad entrare in sala e qualcuno si preoccupa di seguirle: “Entriamo e riscaldiamo l’ambiente”. Anche se non ce n’è bisogno, sono tutti tesi. Vola qualche “shhhhhhhhh!”. Lo spettacolo sta per cominciare!

    La Visione del film: la goliardia di Samantha

    Già all’interno della sala, mentre scorrono i trailer che pubblicizzano altri film, si avverte un’atmosfera diversa. L’attesa ha lasciato il posto all’eccitazione. Annalisa assiste addirittura a cori da stadio: troppa pubblicità, l’evento si allontana e le spettatrici si indignano al grido “Vogliamo sex and the city!”.

    Qualcuno chiede a chi è più aggiornato delucidazioni sugli ultimi episodi della serie, qualcun altro si chiede come andrà a finire la storia tra Big e Carrie, altri si interrogano avendo visto il trailer…parte la sigla famosa, non c’è più tempo per discutere. Ora è tempo di incontrare le amiche di vecchia data.

    “Ogni anno le persone vengono a New York per la doppia G: Griff e Grande amore” – Carrie

    Vengono presentate le protagoniste anche a chi non ha mai visto il telefilm, ma in sala è una gioia continua vedere le Fab4 che passeggiano per le strade della città come ai vecchi tempi telefilmici. Un boato accompagna la presentazione di Samantha, come le altre un po’ stereotipata ma efficace, ma nessuno se ne accorge. Sono proprio loro e non sono cambiate!  Risate, commenti di approvazione e felicità i primi sentimenti espressi.
    “Mi conosci, non credo affatto nel matrimonio, mentre il botox, invece quello funziona sempre”- Samantha
    Le ragazze sono alle prese con la loro nuova vita. E per Carrie è arrivato il momento del grande passo. La proposta rende l’aria della sala elettrizzante: una signora in compagnia di marito e figlio strattona improvvisamente il braccio del marito scavalcando il figlio, e con leggeri movimenti ondulatori del busto sorride mentre batte convulsamente le mani.

    Quando dice alle ragazze che sposerà Big, Charlotte ha un sussulto e urla al ristorante: sussultiamo anche noi e la sala applaude energicamente. Stessa reazione all’atteggiamento più distante di Samantha, anche se “lei è  fatta così”, e fragorose risate alla battuta sul botulino. Nella prima parte Samantha troneggia: è lei la preferita dei fan, a volte anche più di Carrie (la battuta “50 cazzutissime mila” porta quasi al collasso gli spettatori)!

    Ci rendiamo conto che ci sono veramente tanti fan della prima ora. Solo loro possono capire il sentimento di Carrie di fronte all’armadio di inesistenti dimensioni che c’è nella casa dei sogni, che diventa perfetta solo quando Big sistema l’armadio trasformandolo in un monolocale…i fan sono enormemente soddisfatti e il personaggio di Big cresce in simpatia anche nel pubblico femminile (di solito è apprezzato dagli uomini). Ma anche l’abbandono dell’appartamento di Carrie è un duro colpo per chi lo ha visto, puntata dopo puntata, teatro di tutte le sue tresche e di tutti i suoi amori. Per lo stesso motivo, “da panico!” risulta la nuova dimora di Carrie e Big. Stesso trattamento all’annuncio del tradimento di Steve. Solo chi ha seguito la serie e ha partecipato al rincorrersi di Steve e Miranda conosce il significato di quel momento.
    “Io non coloro mai abbastanza, potrei colorare tutto il giorno tutti i giorni…adoro i pennarelli dentro al mio astuccio!”- Samantha
    Il film prosegue a tinte forti nella tavolozza. I caratteri delle protagoniste sono come sempre tratteggiati al meglio e le battute che si susseguono sono corrosive e suscitano applausi e risate. Le solite frasi ad effetto di Samantha e la metafora dei pennarelli la fanno da padrone, ma tra le “ragazze” più vecchie fa breccia anche lo scambio di battute tra Carrie e l’editrice di Vogue sulle ultime quarantenni single, ma non si mostrano indifferenti le più giovani che tirano un sospiro di sollievo “Hai visto? Dopo i 40 ci si può ancora sposare!”.

    Ancora una volta Samantha, al suo ritorno a New York, suscita un’esplosione di commenti: la sua apparizione con lo champagne è a dir poco trionfante; la sua risposta “Hey cazzone vagante, sto parlando” a chi cercava di interromperla nel party pre-nozze diverte tutti.

    “È il mio terzo matrimonio, che figura ci faccio?” Big

    L’approvazione per Big scade quando lui inizia ad avere i suoi dubbi sul matrimonio e su come verrà celebrato. (“Aiuto…no non mi dire, ora non ci va…..nooooooo….!!!perché non scende dalla macchina, ti pare la chiama sul cellulare, non aveva il numero di un’amica………CHE ANSIAA”), figuriamoci l’indignazione quando non si presenta all’altare! Siamo tutti con Carrie quando sbatte in faccia il bouquet all’amato, e siamo arrabbiati quando lui osa anche solo difendersi: “Scusa??? Macché scusa! Fossi stata io l’avrei ammazzato”, commenta irritata una ragazza. Scena molto forte, che suscita empatia attraverso il personaggio di Charlotte: quando intima a Big di non avvicinarsi con un sonoro “Noooo!!” un applauso stempera la tensione.

    Dopo Steve, il tradimento di Big, stavolta emotivo, è un duro colpo per i fan, ma è quasi programmatico conoscendo i personaggi. Specie per Big, c’è chi non si è mai fidato delle reali intenzioni del personaggio e l’accumulo delle esperienze negative che coinvolgono Carrie fa sì che Big esca distrutto da questa parte del film. Tutti lo considerano il solito “bastardo”, come riassume un signore. Diverso ed opposto il commento di un marito che difende Big a spada tratta, spiegando alla moglie che “era tornato, è stato solo un momento!”.

    “Louise di Saint Louis, mi hai riportata alla vita” “E tu hai dato a me Louis Vouitton!”- Carrie e Louise

    Le fan si stringono intorno alla protagonista e il senso di comunità e fratellanza è ancora più forte quando le Fb 4 partono per il Messico nel viaggio sostitutivo di quello di nozze. La sensazione di aver abbandonato i toni della commedia romantica ed essere tornati alla comunità di amiche e ai loro discorsi sul sesso e le relazioni è molto forte ed esaltante. I mal di pancia di Charlotte, la ceretta di Miranda, la solita Samantha, il bel Dante suscitano l’attenzione entusiasta degli spettatori.

    Ma è l’ingresso di Louise e delle sue borse in affitto, che ridanno vita a Carrie, a risollevare anche il tono del film. Un aspetto rilevante è anche la forte attenzione che i fan, e tutti gli spettatori, danno agli abiti durante il corso del film. Già dalle prime battute si nota una forte attenzione ai cambi d’abito, alle griffe, alle pettinature, alle scarpe, attenzione femminile e fortemente divertita e divertente. Qualcuno considera qualche abito eccessivo (il vestito nero e la collana di perle indossata per andare a dormire di Carrie) mentre altri sognano con gli occhi lucidi i vestiti che la protagonista indossa prima di essere scelta da Vivianne Westwood. La borsa di Louis Vuitton non passa di certo inosservata agli spettatori, che sorridono divertiti, specie alla battuta di Louise.
    “Ho sputtanato tutto, ma ti amerò per sempre…per sempre tuo, per sempre mia, per sempre nostri” – Big
    La parte conclusiva del film è all’insegna dell’happy ending per le quattro protagoniste. Nessuno dei fan o degli spettatori è particolarmente insoddisfatto di come vengono risolte le linee narrative. L’incontro tra Charlotte e Big è esilarante: Big non gode ancora di ottima fama e Charlotte è molto comica, ma l’avvicendarsi delle doglie non lascia spazio a considerazioni. Sono (e siamo) tutti con Big e con Charlotte. La fine della vicenda di Miranda e il ricongiungimento con Steve sul ponte di Brooklin suscita l’applauso, che forte e ancora più vigoroso esplode alla lettura delle email di Big. L’incontro tra Carrie e Big nell’armadio è di certo l’avvenimento più emozionante anche se sono contraddittorie le reazioni. In alcuni casi la reazione è stata di mutismo, ma spesso all’abbraccio è seguita la reazione esagitata dei fan. Anche la scelta dell’abito, di certo non paragonabile ai precedenti visti ed indossati, oltre che alle griffe precedenti, è una scelta accolta positivamente, per ciò che l’abito stesso rappresenta: l’“amore totale, ridicolo, scomodo, spossante, che ti consuma e non ti fa pensare ad altro…”. Riflessività e non sempre reazioni scontate, dunque, accompagnano la fine del film.

    I commenti all’uscita: il realismo di Miranda

    Se la gran parte degli uomini saluta positivamente la fine del film e l’arrivo dei titoli di coda (2 ore e mezza mettono a dura prova anche i più aggressivi!) con un divertente “Ah, finalmente a casa!”, le donne escono soddisfatte e con sorrisi di approvazione. Una ragazza con le lacrime agli occhi sente che è arrivata la fine di una fase. È il coronamento del sogno di Carrie, per la quale avverte un forte legame che trascende il tempo, a renderla particolarmente contenta: “Carrie ha conosciuto Big nella prima puntata della prima serie, e si sono rimessi insieme nell’ultima puntata, dopo tutto questo tempo non puoi non affezionarti, so tutto di lei!”.

    Ineccepibili risultano le conclusioni delle storie di Miranda e Charlotte: la riscoperta dell’amore per la prima e la gravidanza spontanea della seconda hanno il sapore dell’inevitabile. È, invece, la conclusione della storia di Samantha a lasciare l’amaro in bocca. Per molti avrebbe dovuto tradire Smith fin da subito, cedendo alle avance di Dante, giustificandola perché “Samantha, quella vera, l’avrebbe fatto”, per altre invece è incomprensibile la sua idea di lasciare il biondo attore.

    Ancor prima della fine dei titoli di coda la gente si alza e lascia la sala. Una volta fuori sono pochi i commenti sul film, e la goliardia e la gioia della condivisione di un’esperienza con le quattro protagoniste lascia spazio all’ancoraggio alla realtà. Marilena e Giulia, infatti sentono delle grida improvvise provenire dall’esterno della sala: un gruppo esaltante e affollato di amiche circonda una sposina.  Con le sue amiche ha deciso di festeggiare l’addio al nubilato andando a guardare anche tutte quante insieme il film di Sex and the City alla sua uscita nelle sale italiane…

    Il legame con i personaggi è sì forte, ma ancora più forte è il legame con il mondo reale, il proprio gruppo di amici, e dalla condivisione di un contenuto mediale si passa alla condivisione vera e propria delle personali esperienze di vita.

    Come dire, meglio gustare un Cosmopolitan nella realtà che gustarlo attraverso uno schermo. E di certo quel gruppo di amiche si è precipitato, diretto, in quel locale fichissimo…


    ***

    Stanno per tornare… con una gran voglia di raccontarci cosa è successo dopo che le abbiamo lasciate  due anni fa, tra un matrimonio, una nascita, una riconciliazione e la fine di una relazione… Sto parlando dell’uscita di Sex and the City 2 che dal 28 maggio, allieterà la gioia delle fan desiderose di vivere un’altra avventura con le loro 4 amiche preferite Carrie, Charlotte, Samantha e Miranda.

    Sul web la febbre incalza, l’attesa è sempre più frenetica, in particolare su Facebook le migliaia di pagine dedicate alla serie si attivano di fan entusiasti ed eccitati per il grande evento. Se provate a digitare Sex and the City, usciranno più di 500 risultati.

    Tra le prime pagine, la più attiva che ha catturato l’attenzione è Sex and the City – Italia costellata di citazioni e frasi del telefilm, che raccoglie e pubblica le ultimissime news provenienti da tutto il mondo: sapevate della novità sulla creazione di quattro cocktail dai nomi alquanto originali che la Maison di Champagne Moet e Chandon ha deciso di creare sulla scia delle personalità delle fabulous four ovvero, Fashonista, Socialite, Player e Bombshell? O dell’applicazione dove è possibile ritrovarsi immersi nell’armadio di Carrie, cliccare sul vestito, la scarpa o l’accessorio scelto, individuarne la marca e segnalare dove potete scovare le imitazioni? Oppure dei consigli su come avere un trucco impeccabile alla Carrie? Questo e a quant’altro possono accedere, partecipando attivamente con commenti e proposte, tutti coloro che vogliono rimanere a vita contagiati da questa febbre da fandom.

    E’ la voce delle persone, dei fan, che contribuiscono a percepire l’atmosfera che la serie trasmette e riecheggia nella vita quotidiana: Sex and the City – Italia lancia spesso dei sondaggi le cui risposte a domande tipo “Chi è la meno sexy delle 4?” inducono a soffermarsi e a riflettere sul concetto di donna e femminilità che ogni spettatrice ha avuto modo di interpretare liberamente dalla serie.

    «Secondo me ognuna è sexy a modo suo. Non penso si possa dire chi è più o meno sexy» (Giovanna)

    «decisamente Miranda visto che si veste e si comporta come chi pensa per prima di non esserlo… Charlotte ha un’immagine più romantica che sexy …però trovo che tutte e quattro siano molto femminili… che siano cioè rappresentative delle varie declinazioni della femminilità» (Minou)

    Oppure alla domanda “Charlotte è il personaggio più simile alle donne del mondo reale?” Le risposte ottenute evidenziano quanto l’essere in empatia con il personaggio e le sue vicissitudini siano uno degli elementi di forza della serie e chiave del successo riscosso.

    «in fondo Charlotte anche se, diciamocelo, è la più noiosa, rappresenta tutti i sogni che covano in fondo al nostro cuore… dai, ammettiamolo: il marito perfetto, la casa perfetta… » (Giorgia)

    «io nn credo! ognuna di loro rappresenta un tipo di donna, nn tutte sn sognatrici e ottimiste cm charlotte! » (Alessia)

    «il genio di sex and the city è che ogni donna si rispecchia in un personaggio del telefilm…tutte sono il nostro simbolo. Chi di noi un giorno non ha pensato come Carrie e l’altro come Samantha?» (Romina).

    Quest’ultima frase è emblematica perché richiama come le quattro donne in realtà rappresentino un mosaico che va a formare un’unica figura di donna forte, complicata, esigente eppure così ricca di sfaccettature in cui ogni donna si riconosce e si  rimpossessa di quel pezzetto di sé che ha intravisto nel racconto dell’altra.

    Inoltre sempre nella stessa pagina si è alzato un grande polverone con tanto di rivolta per una recensione negativa sul film da parte di una giornalista del Corriere della Sera, Maria Laura Rodotà che lo ha stroncato e bocciato sul sito ufficiale del quotidiano. Le fan non hanno perso tempo e hanno organizzato una sorta di botta e risposta alla feroce critica (che peraltro è stata fatta senza neanche aver visto il film) che denuncia la trasformazione “da icone a carampane ululanti” (tanto per mantenere la citazione).

    Ciò ha scatenato l’immediata difesa della serie: «almeno scrivi l’articolo DOPO aver visto il film. è assurdo che un professionista pagato, scriva articoli a prescindere dai fatti. allora siamo tutti bravi così! una volta la regola numero uno di questo mestiere era verificare le fonti, in questo caso, trattandosi di una (pseudo) recensione, IL FILM ANDAVA VISTO!
    pagliacci. e poi sul corriere, quello che dovrebbe essere la maggiore testata italiana» (Chiara)

    «ma fammi il favore….criticare un film senza averlo visto dimostra qnt qst ”giornalista” sia ignorante…ragazze nn abbassiamoci al suo livello….tnt noi sappiamo che sex and the city è il MASSIMO!!! » (Eleonora)

    Insomma guai a criticare senza aver visto, ma soprattutto guai, a smentire il ruolo che la serie e tutto ciò che ne deriva (film, e via dicendo) ha rappresentato nell’immaginario collettivo femminile: l’essere donna a 360 gradi, riflettendo sul proprio percorso interiore fatto di costanti scelte e definizioni di sé rispetto al proprio io e al mondo circostante.

    Una chicca è, in occasione dei Mondiali, l’uscita di un poster del film dove una gamba rigorosamente con tacco 12 buca un pallone di calcio intimando “ Ci sono altri modi per segnare un gol…” cercando di attrarre e incuriosire una grossa fetta di pubblico. Nonché una sorta di provocazione, un gesto di emancipazione e rivalsa femminile nei confronti di uno sport tipicamente maschile e, se dovessimo andare a “parare” nei meandri dei riferimenti fallici, non a caso abbiamo un tacco vertiginoso che con la sua punta sgonfia un pallone e lo sovrasta…

    Un’altra interessante scoperta è stata scovare un’altra pagina “Sex and the City Quiz” che a prima vista sembrerebbe dedicata a chi volesse testare, con una serie di domande, la propria conoscenza e fedeltà sulla serie e che invece ha pubblicizzato un evento molto particolare avvenuto il 17 maggio a Londra: una serata “Sex and the City Quiz” a scopo benefico. Per partecipare era necessario comprare biglietti comprensivi di drink, cena e “goodie bag” (ovvero una borsa con omaggi degli sponsor) così che il ricavato andrà in beneficienza per un’associazione che provvede a prestare assistenza ai malati di cancro. Cogliendo l’occasione dell’imminente uscita del film, la serata ha previsto una celebrazione della serie, lanciando una sfida a colpi di quiz tra coloro che si proclamavano veri fan di Carrie & Co. L’elemento frivolo e fashion della serata a tema ha permesso di invogliare le persone a partecipare e dare un valido contributo, divertendosi e mettendo in pratica l’esperienza  di vero fan di Sex and the City.

    Da segnalare la presenza di un concorso proposto dal sito http://www.stile.it che mette in palio la possibilità di vedere l’anteprima del film il 27 maggio e una sfilza di altri premi a patto di rispondere correttamente a 5 domande che dimostrano che fate sul serio e sapete tutto, ma proprio tutto su Sex and the City (per chi ha seguito religiosamente la serie non avrà problemi, le domande erano fattibilissime, parola di Sex and the City addicted!).

    Per tutte le frequentatrici facebookiane e chiunque abbia voglia di andare a vedere il film si stanno organizzando in varie città, la cosiddetta girls’ night out per trascorrere una spassosa serata insieme a chi condivide e adora la serie. A Roma l’appuntamento è al cinema Adriano per poi proseguire la serata con cena e/o disco. L’energia sprigionata da queste uscite tutte al femminile ricreano quella complicità e magia con le quale le nostre fabulous four ci hanno appassionato e calato nello strepitoso mondo di Sex and the City.

    E voi, invece, come vi state preparando al grande evento?

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4 commenti leave one →
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  4. Rodneyspn permalink
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